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Consulenze Educative

 

Educare significa prevenire, lavorare oggi sull'ordinario per evitare di dover affrontare domani problemi più grandi. Educare comporta progettare, porsi obiettivi, sostenere la famiglia nelle difficoltà del percorso educativo.

La consulenza educativa non è psicoterapia e si rivolge a persone che sperimentano temporanei momenti di disagio e difficoltà e che desiderano beneficiare di un supporto per rielaborare il proprio stile di vita o educativo e poter proseguire la loro vita in modo autonomo ed indipendente. È quindi uno strumento per accrescere le competenze individuali stimolando le risorse autonome delle persone attraverso l'aiuto del consulente.

La consulenza consiste in una serie di incontri (50/60 minuti per 8/10 incontri al massimo) che secondo le necessità si tengono individualmente o in gruppo.  Non svolge attività psicologica e non si basa su nessuna tecnica terapeutica o di cura, né deve essere considerata una soluzione per ogni problematica o situazione difficile. Usa invece come strategia la relazione educativa che consiste in un rapporto collaborativo e di reciproco rispetto con il/la ragazzo/a. 
Il colloquio iniziale serve per una prima analisi della difficoltà che ha portato a chiedere la consulenza, in seguito si stilerà un programma condiviso di colloqui successivi che punteranno ad elaborare una strategia d'azione.

Se si sta già seguendo un percorso di cura siamo disponibili ad una collaborazione pluriprofessionale per un progetto comune.

 

Nello specifico ci occupiamo di:

  • Motivazione allo studioIn gruppo o individuale
  • Difficoltà di rapporto: Con compagni, con gli insegnanti, vittime di bullismo (bullizzati), presunti bulli
  • Attività con le scuole: Progetti interni, poft, attività con classi pluriproblematiche, relazioni difficili tra allievi/insegnanti e tra genitori/insegnanti. Formazione educativa agli insegnanti inerenti casi specifici
  • Supporto a insegnanti di sostegno
 
 
 
 
La responsabilità del cambiamento è sempre, in ultima analisi, nelle mani del/la ragazzo/a, mentre la vera responsabilità dell’educatore risiede nel mantenere le relazioni su fattori legati al riconoscimento della capacità di autodeterminarsi e al bisogno dell’individuo di essere accolto e sostenuto, ovvero avere la convinzione e il rispetto per la capacità di cambiare che spesso ai giovani non viene concesso.