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Predominio dell'Agenzia delle Entrate

In Italia il cittadino contribuente viene sempre preso a calci, ora racconto una storia veramente accaduta, il racconto lo faccio in prima persona anche se la cosa non è capitata a me.

Diversi anni orsono ho fatto disdetta del canone TV chiedendo il suggellamento dell’apparecchio televisivo come previsto dal DLg 246/38 art. 10, naturalmente nessuno è venuto ad insaccare il mio televisore ma un bel giorno mi è arrivata una lettera da parte dell’Agenzia delle Entrate nella quale mi si comunicava che ero stato cancellato dagli elenchi degli abbonati al canone TV.

Alla fine del 2015 la famosa legge di stabilità ha inserito il canone della televisione nella bolletta elettrica ed io mi sono premurato di avvertire l’Agenzia delle Entrate che come disdettante ero esentato dal pagare il maledetto balzello.

Spedita la domanda con raccomandata AR in carta semplice perché l’Agenzia delle Entrate non aveva ancora stampato i moduli di autocertificazione.

In un secondo tempo sempre l’Agenzia delle Entrate emanava una circolare nella quale veniva assicurato che tutti coloro che avevano fatto regolare domanda di esonero del pagamento del canone TV, prima della messa in commercio dei moduli di autocertificazione, questa era considerata valida.

Purtroppo però nelle bollette della luce mi sono visto inserire il canone di abbonamento alla televisione per il 2016 ed allora, seguendo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate ho compilato e spedito la domanda di rimborso usando il regolare modello scaricato dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Dopo alcuni mesi; siamo già nel 2017, l’Agenzia delle Entrate mi fa pervenire una lettera nella quale nega il rimborso in quanto, a loro modo di vedere, la domanda era stata spedita oltre i tempi consentiti.

Vado alla ricerca della copia della domanda e la relativa ricevuta della raccomandata, scrivo una lettera nella quale allego i documenti sopra descritti dichiarando che forse avevano preso un granchio perché la domanda dell’esonero per il 2016 l’avevo spedita in febbraio mentre l’altra domanda per l’esonero per il 2017 l’avevo spedita in novembre del 2016, forse si erano confusi e avevano scambiato l’una per l’altra.

Rimango in paziente attesa e ai primi di dicembre 2017 mi vedo recapitare un’altra lettera nella quale mi si conferma che la mia domanda di rimborso non viene accettata per le motivazioni dell’altra volta.

Arrabbiato chiedo consiglio al mio avvocato e questi mi risponde che bisognerebbe intraprendere un’azione legale contro l’Agenzia delle Entrate a Torino e che questo, costerebbe, prezzo da vero amico, circa 1500 euro o poco meno.

La soluzione meno dispendiosa sarebbe trovare altre persone che avessero subito la stessa sorte per dividere la spesa.

Vado alla ricerca fra amici e conoscenti e ne trovo altri sei che hanno avuto la stessa mia disavventura. Ci troviamo, facciamo un po’ di conti e ci accorgiamo che per recuperare 90 euro ne dovremmo spendere circa il doppio. Vale la pena ci chiediamo?

Amareggiati per come si comportano certi funzionari dello stato che dovrebbero essere al servizio del cittadino ed invece sembra siano pagati per contrastarlo; decidiamo di lasciare perdere.

Questa è la storia, vera, accaduta ad alcuni soci di Terra di Mezzo.


Io però come presidente dell’Associazione non ho voluto lasciare perdere ed ho depositato presso la Procura della Repubblica di Vicenza un esposto denuncia per omissione di atti d’ufficio nei confronti del dott. Raffaele Gentile, Direttore Provinciale dell'Agenzia delle Entrate del Piemonte e della dott.a Giovanna Milella, Responsabile SAT presso l'Agenzia delle Entrate del Piemonte.

Tra le altre cose ho voluto sottolineare che da sempre siamo soggetti all’arroganza, alla supremazia ed al predominio che l’Agenzia delle Entrate manifesta ed esercita nei confronti del singolo contribuente.

Ora attendiamo che la legge faccia il suo corso.


Il Presidente di Terra di Mezzo
MdL cav. Renato Pilastro